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Wednesday, 23 July 2014

Minijob ed Israele.

È passato molto tempo dalla prima volta che ho scritto in italiano sul mio blog. Quindi, oggi mi piacerebbe scrivere un articolo nuovo in questa bella lingua, la quarta lingua straniera che ho imparato nella mia vita, perché non voglio dimerticarla. Devo praticarla spesso. Infatti, lo faccio, sebbene non scriva tanto. Adesso sto leggendo Ancora un giorno, una novella sulla guerra dell'Angola, in italiano.

Ultimamente ho abbastanza tempo libero per i miei hobby come bloggare e tutto quello che ha relazione coll'apprendimento delle lingue straniere, perché ho trovato un minijob. Forse già ti sarai accorto che non sono stato molto occupato, perché ho lavorato tantissimo nel mio blog. Da due mesi lavoro come insegnanti di inglese in-company. Ho stato assunto da una società di Madrid per lavorare in Galizia. Il lavoro, ovviamente, mi piace, e mi sento afortunato perché da quando ho finito la mia laura sempre ho lavorato come insegnante di inglese, però il problema è che soltanto lavoro quattro ore alla settimana. Sì, hai letto bene... Quattro ore alla settimana. Ho quello che si chiama un minijob. Cosa te ne sembra?

Come ti ho detto, mi piace fare l'insegnante di inglese e questo lavoro è abbastanza gratificante dal punto di vista professionale però non l'è dal punto di vista economico. Sebbene la società mi paghi bene per ogni ora di lavoro, non lavoro tante ore e, a fine mese, non guadagno tanti soldi. Bene... In realtà, non lavoro tante poche ore, perché lavorare come insegnante di lingue straniere significa preparare le lezioni prima a casa mia e quindi ci metto alcune ore per prepararle. Non lavoro semplicemente quando sono di fronte allo studente. Anche lavoro a casa mia e, forse, questo è quello che mi piace di meno, perché nessuno ti paga per queste ore. Inoltre, qualque volta lavoro come traduttore. L'ultimo incarico che ho ricevuto è stato dallo scrittore norvegese Øystein Morten. Lui voleva che li traducessi alcuni documenti della storia dei vichinghi in Galizia dallo galiziano allo inglese perché voleva scrivere una novella su questo tema particolare. Però, a me tradurre non mi piace tanto. Penso che sia un poco noioso. A me piace insegnare le lingue. È una attività più dinamica.

Qualche volta penso che mi piacerebbe avere un lavoro normale come quelli di tutti gli altri. Mi piacerebbe lavorare nel mio posto di lavoro e poi riposarmi a casa mia e avere qualche tempo libero senza preoccuparmi di preparare le lezioni (i testi, gli esercizi, l'ascolto... ) per il giorno seguente. Da un lato, è molto divertente professare un'ideologia separatista e lavorare per una società di Madrid. Però, veramente non so quanto tempo sopporterò questo lavoro. Ho firmato un contratto fino a dicembre e penso che in dicembre cercherò qualche impiego nuovo. Questo lavoro va bene per includerlo nel CV come esperienza professionale, però non si può vivere così. Non mi piace questo tipo di esistenza sradicata. Quindi, la mia intenzione è lavorare per questa società fino a dicembre e l'anno prossimo cercare qualcosa migliore, perché il mio CV avrà migliorato considerevolmente.

Quindi ho molto tempo libero per i miei hobby. Da un lato, ho del tempo per praticare le lingue straniere. Leggo libri interessanti in lingue straniere, in inglese, in francese ed anche in italiano; ascolto belle canzoni per migliorare la mia fonetica, il lessico ed anche la grammatica; qualche volta vedo un film interessante in lingua straniera, ma non molto spesso; faccio lo sport ed anche qualche volta ho del tempo per bloggare, ch'è diventata una passione, ed anche per i ragazzi, ma non troppo. Quindi, il mio minijob mi permette vivere una vita un po' rilassata, diciamo. Però non è reponsabile. Ho bisogna di guadagnare più soldi. Dopo l'estate comincierò a cercare un lavoro nuovo. Communicherò la mia decisione alla società con quindici dei in anticipo.

Dall'altro, ha scoppiato il conflitto arabo-israeliano, una altra volta, che già non si può chiamare "il conflitto di Vicino Oriente" perché ci sono tre guerre nel Vicino Oriente in questo momento. Molto spesso dimentichiamo le guerre di Siria ed Iraq, fondamentalmente, perché i nostri sinistroidi soltanto si ricordano di Gaza. Ho anche del tempo per fare l'attivismo politico sul mio blog per differendere Israele della propaganda antisemita. Qualche volta penso che mi piacerebbe parlare di altri questioni perché non voglio giocare allo stesso gioco della sinistra radicale, ch'è assolutamente ossessionata con Israele. Però, allo stesso tempo, penso che abbia l'obbligo morale di combattere; di luttare per la verità, perché c'è una campagna propagandistica assolutamente brutale ed ingiusta contro questo piccolino paese di Oriente Vicino. I media hanno detto tantissime bugie, molto brutte, che penso che deva usare il mio blog per aiutare Israele e mostrare la verità alla gente, soprattutto agli europei. Ovviamente la Mossad non mi paga per fare questo lavoro. Semplicemente penso che deva aiutare.

Ho letto tantissimi articoli sul conflitto arabo-israeliano e penso che adesso riesca a capirlo. Sono profondamente convinto che stia nel lato corretto della guerra. Il nemico non è Israele. I cattivi non sono gli israeliani. I nemici sono i terroristi immorali che usano le case, gli ospedali, le moschee e le scuole di Gaza come magazzini per le armi, i missili e le metragliatrici; che vogliono che l'Esercito israeliano distruggia tutti questi edifici civili per dopo raccontare sui media come "Israele distrugge gli ospedali e le scuole di Gaza", che usano i cittadini di Gaza come scudi umani per proteggere i suoi missili e le sue metragliatrici, ed anche per aumentare i numero di morti per guagnare la guerra della propaganda contro Israele; che vogliono i suoi propri bambini morti per dopo raccontare sui media come "Israele uccide i bambini palestinese", che spendono i soldi dell'aiuto umanitario in acquistare centinaia di missili dall'Iran, che uccidono i disidenti politici colle mitragliatrici, que sequestrano le ambulanze delle Nazioni Unite per fuggire dall'Esecito israeliano. Sento un profondissimo schifo per tutti quelli insetti, per tutti quelli ratti disgustosi, ed anche per i media ed i partiti politici occidentali che li proteggeno.

Penso che anche ci sono tantissimi arabi che sono stanchi di Hamas―ho visto alcuni, sopratutto in Egitto―e che vogliono la sua distruzione, perché questo movimento fondamentalista che appartiene ai Fratelli Musulmani, una setta moderna creata in 1928 e che non ha nessuna relazione colla cultura tradizionale dell'islam, sta distruggendo la cultura dell'islam e la vita di tantissimi musulmani, centinaia di migliaia con cui i islamisti hanno comesso le più grandi atrocità: crocifissioni, amputazioni, decapitazioni e lapidazioni, in Siria ed in Iraq. I terroristi islamisti sono barbari incivilizzati che odiano i musulmani. Ma nessuno grida per i musulmani che suffreno nelle mani dei barbari e che distruggeno la cultura dell'islam. Soltanto ci sono manifestazioni, molto spesso violente, per diffendere un'organizzazione terrorista come Hamas. Gli arabi sanno che Hamas è una organizzazione terrorista che deve essere distrutta. Insomma, mi sento molto felice di avere sfidato intelettualmente le consegne della sinistra radicale e riuscito a sviluppare il mio proprio pensamento come individuo, un pensamento libero. 

Anche io sono sempre stato un uomo di sinistra, ma molto moderato, ed ancora lo sono. Io non posso espellermi a me stesso della mia propria ideologia. Io sono di sinistra ed anche io vengo dal antisemitismo. Lo confesso. Quando avevo venti anni anche io pensavo che il sionismo fosse un'ideologia cattiva che voleva dominare il mondo. Veramente non sapevo cosa significava la parola sionismo, non conoscevo la storia e neanche conoscevo Israele, e perché era sorgita questa ideologia nel mondo. Mai l'aveva studiata. Credevo che i sionisti fossero una società segreta di ebrei che vivevano in Wall Street e volevano dominare il mondo. Semplicemente sapevo che la sinistra erano i amici dei gay e che dovevo pensare come loro mi dicevano. Però, ha passato molto tempo, adesso ho trenta anni, sono un poco più maturo ed ho la mia propria postura sul conflitto, la corretta.

Loro mi dicevano che i palestinesi erano i buoni e gli ebrei erano i cattivi. Adesso conosco la verità. Ho riuscito a capire il conflitto arabo-israeliano e ho riuscito a sviluppare un sentimento di comprensione per il popolo di Israele, ed anche ammirazione per un paese ed una società assolutamente meravigliose. Gli israeliani hanno sviluppato l'agricultura nei deserti, minifundista, in piccoline lotti di terreno, come in Galizia, e hanno piantado tanti alveri per avere dei bellissimi boschi pieni di vita, dove prima la vita non c'era... Israele è un paese che possede eccellenti università, che ricercano contro il cancer, l'alzheimer ed il parkinson. Gli israeliani amano la agricultura ed i boschi, ed anche amano la scienza, la cultura, la storia, la letteratura e la libertà. Loro amano la vita. Como posso io attacare un paese così meraviglioso? Non posso. Non ho forze. Sono assolutamente afascinato da Israele. Gli israeliani hanno i miei convinzioni.

Forse tutto questo espiega perché i communisti odiino questo paese. Israele ha potuto costruire la Repubblica ideale e la nazione perfetta, cosa che il communismo mai ha potuto fare senza sementare l'oddio, la morte e la distruzione.

Seguendo colla tradizione di finire i miei post con una canzone, ti lascio colla canzone del giorno. Questa volta ho scelto una bella canzone cantata dal vivo, come sempre, in italiano per questo post. A me piace la musica cantata dal vivo (anche canto io un po' qualche volta... ). Spero che ti piacia! :)

Canzone del giorno: "Adagio", cantata dal vivo da Lara Fabian.


Velaí unha nación, libre e unida :)

Este é o espírito de Israel e é, sinxelamente, invencible




Invincible since 1948

You will never destroy them!

Palestinian citizens support Israel against Hamas.

"Oppression" is a highly relative concept, European left-wing mates of mine...


Courtesy of StandWithUs Facebook group.

Dictatorships, theocracies and authoritarian regimes that are members of the United Nations and pass resolutions against the Israeli democracy.

They also instruct the Israeli democracy in human rights, for they're EXPERTS in that matter...

SAUDI ARABIA

NORTH KOREA

ISLAMIC REPUBLIC OF IRAN

CUBA

QATAR 

CHINA

RUSSIA

BELARUS

SYRIA

VENEZUELA

UNITED ARAB EMIRATES

BAHREIN

INDONESIA

MOROCCO

EGYPT

VIETNAM

BURMA

PAKISTAN

INDIA 

LIBYA

IRAQ

UGANDA

ANGOLA

YEMEN

SOMALIA

OMAN

KUWAIT

KYRGYZSTAN

NIGERIA

EQUATORIAL GUINEA

SRI LANKA

MAURITANIA

...

Oh, la crème de la crème of the international community...

WHO THE HELL ARE ALL THOSE CRIMINAL STATES TO PASS RESOLUTIONS AGAINST THE ISRAELI DEMOCRACY?

HOW MANY UNITED NATIONS RESOLUTIONS HAVE THEY ENFORCED THEMSELVES? 
(on LGBT issues, for example... )


THE ISRAELIS CAN CLEAN THEIR ARSES WITH THE UNITED NATIONS RESOLUTIONS, which is what the United Nations resolutions are for, UNTIL ALL THOSE TOTALITARIAN REGIMES START ENFORCING THEM THEMSELVES! They have my permission for doing that!

HYPOCRISY!

FARCE!

PANTOMIME!

A Cúpula de Ferro.


Estes israelís moi "racistas" non deben ser, como sosteñen os nosos esquerdentiños, se eles mesmos teñen cara de árabes... Serán os nosos esquerdentiños os verdadeiros racistas?

Televisións de Exipto poñen podre a Hamás.

 
Bua... Como está o patio. Ao final vai entrar Exipto en Gaza e vaise armar a marimorena...

Dr. Tawfik Kamid (Exipto): "Israel non é o causante do problema".


Israel prové Gaza con alimentos e menciñas.

Hamás tira cos cartos da axuda humanitaria en mísiles e metralletas...


As Israel Defense Forces cazan terrorista infiltrado con cinto explosivo.


Insisto, repara na cor específica do uniforme das Israel Defense Forces: é un verde aceituna e non ningunha outra cor. Desconfía cando veres as famosas fotografías de presuntos soldados israelís a apuntaren nenos ou persoas discapacitadas con metralletas. Estas fotografías falsas adoitan ser empregadas pola caverna antisemita: laSexta, Sermos Galiza, etc. No 90% dos casos podemos facilmente detectar que o uniforme é falso e que a fotografía está practicamente tirada por un profesional (gran ángulo, boa luz, bo encadre... ), impensable nunha situación de violencia extrema coma esa. Esas fotografías forman parte da propaganda antisemita.